Approfondimento
SPECIALE OSSESSIONE: vuole Calhanoglu con zero crediti, gli chiedono Lautaro
C’è un fascicolo, negli uffici della Procura Fantidiana, che non porta il nome di un giocatore. Porta il nome con cui un presidente lo chiama. Risulta a questa testata che sia l’unico fascicolo nella storia della Procura intestato a un insulto, e risulta anche che l’insulto sia stato trascritto con l’ortografia dell’indagato, in una parola sola, perché gli atti si copiano e non si correggono.
Il giocatore è Calhanoglu, centrocampista dell’Inter, di proprietà dell’Atletico Piedini dal giorno dell’asta: 160 crediti pagati, quotazione 27, valore a coefficiente 95. Il presidente è Simone Di Loreto, Squadra 9, primo in classifica con 91 fantapunti e zero crediti in cassa. Il nome del fascicolo è «il Turco dimmerda». Lo chiama così da agosto. Lo vuole da agosto. Le due cose, agli atti, non si sono mai contraddette.
Capitolo I — Il movente
Il movente è un numero e il numero è otto.
Otto giocatori dell’Inter su venticinque: Bisseck, Spence, Pavard, Sucic P., Diouf, Zielinski, Bonny, Martinez L. Nessun’altra rosa della lega ne ha più di cinque, e il J medical ne ha cinque perché tre sono portieri. Squadra 9 ha costruito un terzo della propria rosa su un solo club, e quel club ha un centrocampista che gioca a Milano e risiede, fantacalcisticamente, a casa di Margio.
Nel numero 1 di questa testata, Madame Panchinska ha scritto nell’oroscopo del presidente: «prendi il nono, il numero nove ti porta bene». Era un consiglio pessimo, come tutti i suoi. Risulta che sia l’unico consiglio di questa testata che qualcuno abbia preso alla lettera, e risulta che lo abbia preso la persona sbagliata nel modo sbagliato: il presidente ha letto «il nono», ha contato gli otto che aveva e ha aperto il listino dell’Inter. Il nono aveva un cognome turco e un proprietario.
Ambienti vicini alla panchina di Squadra 9 — cioè la panchina, che ha zero crediti quanto il presidente — riferiscono che da quel giorno il presidente non lo abbia più chiamato per cognome. Lo chiama «il Turco», seguito dalla specificazione, e lo vuole con l’intensità con cui in genere si vuole chi si stima. Questa testata ha chiesto se l’espressione fosse un giudizio tecnico. Risposta, testuale: «È un giudizio tecnico. Ha fatto 9,5 alla prima, il Turco dimmerda. Nove e mezzo. Con quel voto lì potevo vincere 7-2».
Ha vinto 6-2.
Capitolo II — I fatti
I fatti sono le offerte. Questa testata le ha acquisite e le pubblica nell’ordine in cui risultano depositate, precisando che nessuna è stata accettata e che tutte sono state formulate da un presidente con zero crediti residui su 982 spesi.
Prima offerta: Esposito Se., pagato 1 credito, quotazione 13, per Calhanoglu, pagato 160, quotazione 27. Alla pari. Motivazione depositata: «È il secondo miglior affare dell’asta, l’avete scritto voi». Lo avevamo scritto noi. Non avevamo scritto che valesse un centrocampista da 95 di coefficiente.
Seconda offerta: Esposito Se. più otto giocatori da un credito, «per fare nove». Squadra 9 ne possiede esattamente nove pagati un credito, e li avrebbe ceduti tutti. L’Atletico Piedini, che di rosa ne ha una da venticinque come tutti, avrebbe dovuto trovare posto a trentatré uomini. Risulta che Margio non abbia risposto per iscritto. Risulta che abbia risposto con un numero, e che il numero fosse 296.
Terza offerta: Frattesi, 30 crediti, 11,5 in panchina alla prima giornata. «Ha fatto più del Turco, e costa meno di un quinto». Vero. Risulta anche che Frattesi sia già impegnato in una bomba di Tancredi Soffiata verso il Nostalgia Nera, dal numero 3, e che il presidente non lo ricordasse. Risposta di Margio: «Lautaro».
Quarta offerta: il nome della squadra. Il presidente si è dichiarato disponibile a «chiamarla come vuole lui», e ha aggiunto: «Tanto io non l’ho usato». È l’unica offerta che questa testata considera sincera, ed è l’unica che non vale un credito.
Quinta offerta, che la Procura ha classificato come «tentativo»: chiedere alla lega che Calhanoglu venga iscritto a listino con l’asterisco, come Petagna e Circati, «così è fuori listino e vale uno». La lega ha risposto che l’asterisco non si assegna su richiesta. Il presidente ha chiesto a chi bisogna chiederlo.
Sesta offerta: Yildiz, 327 crediti, il sovrapprezzo assoluto più alto dell’asta, in cambio di Calhanoglu e di 167 crediti di conguaglio, che Margio ha in cassa perché ne ha 203. È l’unica offerta che Margio abbia letto due volte. Risulta che poi abbia scritto la stessa parola delle volte precedenti.
Capitolo III — Le omissioni
Tre cose il presidente di Squadra 9 non dice, e questa testata le mette agli atti.
La prima: il Turco costa più del suo centrocampo. Gli otto centrocampisti di Squadra 9 — Zielinski 50, Frattesi 30, Diouf 26, Sucic P. 19, Konè M. 8, Isaksen 1, Ndour 1, Fagioli 1 — sono costati 136 crediti in tutto. Calhanoglu da solo ne è costato 160. Il presidente vuole aggiungere al reparto un uomo che vale, in crediti d’asta, il reparto più ventiquattro. Lo vuole dopo aver speso, per l’intero reparto, meno della metà di quanto ha speso per Martinez L.
La seconda: il resto della squadra è costato quanto Yildiz. Portieri 60, difensori 131, centrocampisti 136: 327 crediti per diciannove giocatori. Yildiz, da solo, 327. È lo stesso numero, al credito, e questa testata lo ha ricontrollato tre volte prima di scriverlo e una quarta dopo. Un presidente che ha costruito diciannove venticinquesimi della propria rosa con il prezzo di un attaccante non ha, tecnicamente, un margine. Ha un attaccante.
La terza, e la più grave: Lautaro è la richiesta ed è l’unica cosa che non offre. Margio ha risposto sei volte con la stessa parola. Martinez L., 296 crediti, quotazione 35, la più alta della rosa, 5 fantapunti alla prima giornata. Il presidente di Squadra 9 lo ha pagato 31 crediti meno di Yildiz e non lo ha mai messo sul tavolo. Ha offerto nove giocatori, un nome, un asterisco e il sovrapprezzo record dell’asta. Non ha offerto l’unico uomo che gli viene chiesto. Interpellato, ha dichiarato: «Lautaro non si tocca. Lautaro è il progetto». Il progetto ha fatto 5.
Capitolo IV — La ricostruzione di questa testata
Risulta, e lo scriviamo con la calma di chi ha i documenti, che il presidente di Squadra 9 non avrà mai Calhanoglu.
Non lo avrà perché ha zero crediti e chi lo possiede ne ha 203. Non lo avrà perché il suo unico bene scambiabile è l’uomo che ha dichiarato non scambiabile. Non lo avrà perché il proprietario del Turco ha già un attaccante dell’Inter, Thuram, pagato 300 e tenuto in panchina alla prima giornata, e chiede il secondo per completare la coppia: due attaccanti dell’Inter per 596 crediti, e il posto in panchina è già pronto.
E soprattutto non lo avrà perché non gli serve. Squadra 9 è prima in classifica con 91 fantapunti, il massimo della giornata, ottenuti con Bremer 11,5, Bisseck 10, Zielinski 10 e Diouf 10, mentre i 623 crediti dell’attacco producevano 10,5 in due. Il campione designato dalla lega ha vinto con il centrocampo che ha pagato 136. Vuole spenderne 160 per un uomo in più nel reparto che gli ha funzionato, e non ha 160.
Raggiunto un’ultima volta da questa testata, il presidente ha detto: «Lo prendo a gennaio. Lo prendo a giugno. Lo prendo l’anno prossimo all’asta, e lo pago quello che serve». Gli abbiamo ricordato che l’anno prossimo avrà mille crediti come tutti gli altri. Ha risposto: «Appunto».
Il Turco resta all’Atletico Piedini. Il presidente di Squadra 9 continuerà a chiamarlo come lo chiama e a volerlo come lo vuole. E a giugno, come da profezia protocollata nel numero 2, vincerà comunque. È questa la parte del fascicolo che questa testata fa più fatica ad archiviare.
Ornella Malaparte è caposervizio mercato e inchieste di questa testata. Non dice forse.