Editoriale
IL CASO: dice, dice, e intanto è primo con 91 fantapunti
Numero 6 · 22 settembre 2026 · L'Inchiesta del Mercoledì
C’è un principio, in questa lega, che nessuno ha mai scritto e tutti hanno sempre rispettato: chi parla di più perde. Il presidente che annuncia il colpo, che spiega il modulo, che commenta il pronostico, che chiede il centrocampista altrui sei volte con sei offerte diverse, quel presidente a maggio guarda la classifica dal basso. È una legge naturale. Ci abbiamo creduto tutti.
Questa testata prende atto che la legge è stata abrogata, e che nessuno ha avvisato.
Squadra 9 parla da agosto. Ha parlato all’asta, dove ha speso 623 crediti su due attaccanti e li ha spiegati. Ha parlato alla vigilia, quando il suo presidente ha dichiarato a questa testata di non commentare i pronostici e li ha commentati per due paragrafi. Ha parlato dopo la prima giornata, sostenendo di aver preso i due attaccanti «per la fase difensiva». Parla adesso, con un fascicolo intero di offerte per un centrocampista che chiama con un nome che non ripeteremo in questa pagina, perché la prima pagina è nostra e il fascicolo è suo.
E intanto è primo. Novantuno fantapunti, il massimo della giornata. Sei gol. Tre punti. La lega lo aveva detto ad agosto con una frase sola, e la ripete adesso con una parola in più: «Tanto alla fine vince ancora lui». Quell’ancora questa testata lo registra senza commentarlo: è la parola con cui una lega ammette di non aspettarsi sorprese da se stessa.
Noi ci indigniamo, e spieghiamo perché. Non per la vittoria: 91 fantapunti sono un fatto, e i fatti non si contestano. Ci indigniamo perché la vittoria è arrivata con Bremer, Bisseck, Zielinski e Diouf — 162 crediti in quattro — mentre i due uomini di cui il presidente parla da agosto facevano 10,5 in due. Ha avuto ragione dove non parlava. Ha parlato dove non aveva ragione. E la classifica, che è sorda, ha dato tre punti a tutto il pacchetto.
Questa è la questione morale. Se un presidente può dire tutto quello che dice Squadra 9 ed essere primo, allora il silenzio degli altri nove non è prudenza: è tempo perso. Il presidente dell’Aston pirla ha consegnato una panchina con tre caselle vuote e non ha detto una parola. È ultimo. Quello del GinTonici ha 337 crediti in cassa e li commenta con un saldo. È quarto. Il campionato, agli atti, premia chi parla.
Il pool Formazioni Pulite ha ricevuto mandato di trascrivere tutto quello che Squadra 9 dirà da qui a giugno. Sarà un lavoro lungo. Lo pubblicheremo per intero, e quando a giugno vincerà — perché vincerà, ce lo dice la lega e non abbiamo trovato un dato che la smentisca — avremo almeno un documento che dimostri che lo aveva detto.
Noi non ci fermeremo.