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SCANDALO: nove dichiarazioni agli atti, i fatti ne salvano zero

Numero 6


Sulla lavagna di questa redazione ci sono dieci rettangoli e, da questa settimana, nove fumetti. Il decimo rettangolo non parla. Ci arriviamo.

Il Casellario dei Precedenti ha una sezione che nessuno consulta: le dichiarazioni. Sono le frasi che i dieci presidenti hanno rilasciato a questa testata nei primi tre numeri — o che questa testata ha rilasciato per loro, distinzione che il Casellario non fa perché gli atti sono atti. Questa inchiesta le ha rilette una per una contro l’unico documento che non parla: il referto della giornata 1. In guerra si chiama verifica delle posizioni. Qui si chiama controllo incrociato, e nessuno ne esce con la freccia intera.

Capitolo I — Il movente

Il movente è che, in questa lega, la parola precede sempre il dato di almeno una settimana, e il dato non la raggiunge mai. Nove presidenti hanno spiegato la propria squadra prima che la squadra giocasse, o subito dopo, che tatticamente è lo stesso: si parla a formazione ferma.

Il campionato ha giocato una giornata. Undici titolari per squadra, centodieci in tutto, nove dei quali senza voto. Quattro pareggi su cinque. Novantuno fantapunti in testa, sessantasei in coda. Sono i fatti. Le dichiarazioni sono sotto.

Capitolo II — I fatti

Simone Di Loreto, Squadra 9, numero 3: «I due attaccanti li ho presi per la fase difensiva. Come vedete, non abbiamo subito sei gol». Verifica: gol subiti due, gol fatti sei, Yildiz 5,5 e Martinez L. 5. La dichiarazione è vera per difetto. Sulla lavagna il fronte d’attacco è la parte più cara e più ferma della freccia: 623 crediti che coprono. È una scelta di campo, in tutti i sensi, e i 91 li hanno fatti gli altri.

PAOCRI86, COCA JUNIORS, numero 3: «Io conto i gol, e i gol erano sei. Sei è il numero dei miei attaccanti, quindi in un certo senso li ho segnati io». Verifica: i sei gol risultano segnati dall’avversario. I suoi sono due. Il conteggio è corretto, l’attribuzione no: il Casellario la classifica come confessione di gol subiti e la archivia insieme ai 77 fantapunti che non contano.

Alessandro, Aston pirla, numero 3: «Le tre caselle sono una scelta di campo. Non ricordo quale». Verifica: panchina di undici uomini su quattordici, Kristensen T. titolare senza voto, e sulla lavagna tre caselle disegnate a tratteggio. Una scelta di campo che il suo autore non ricorda non è una scelta: è un campo. Ultimo in classifica con 69,5.

AnDreher, GinTonici, numero 1, per interposto cognato: «I soldi fermi non rendono». Verifica: 337 crediti fermi, 76 fantapunti, 11,5 fantapunti ogni cento crediti spesi, il rapporto migliore della lega. I soldi fermi hanno reso più di quelli mossi da chiunque altro, e il Banchiere è l’unico presidente della lega smentito dai propri stessi risultati. È anche l’unico che ha schierato un portiere da un credito, 3,5, tenendone uno da cento in panchina a fare 7: i soldi fermi non rendono, i portieri fermi sì.

Rogerio, Borussia Addurmt, numero 3: «Vergara lo avevo visto. Per questo l’ho messo dove lo potevo vedere». Verifica: Vergara in panchina, 12 fantapunti, il terzo voto più alto della giornata. Skorupski titolare, 5. La dichiarazione risulta esatta in ogni parte: l’ha visto. Il Casellario annota che vedere un giocatore e schierarlo sono due operazioni distinte, e che la seconda è quella che vale i punti. La difesa da 287 crediti è la trincea più cara della lega, e il suo miglior soldato guardava.

Margio, Atletico Piedini, numero 3, alla Posta del Cuore: «se ho ragione quando lo lascio fuori, perché l’ho comprato?». Verifica: Thuram 300 crediti in panchina senza voto, 77,5 fantapunti, il miglior punteggio tra chi non ha vinto, Calhanoglu 9,5 in mezzo al campo. La domanda resta aperta. Il Casellario la registra come domanda e non come dichiarazione, e annota che è la prima volta che un presidente si autodenuncia con un punto interrogativo.

Acciacarlos, Deportivo La Carogna, numero 1, alla Posta del Cuore: «ho sbagliato tutto o ho sbagliato soltanto un pullman?». Verifica: vittoria 2-1 con 74,5, il punteggio più basso tra i vincitori, Krstovic dell’Atalanta a 11, Carnesecchi dell’Atalanta a 6,5, Berardi titolare e Leao in panchina entrambi senza voto. Il pullman è arrivato e ha vinto la partita. Risposta del Casellario: né l’uno né l’altro. Ha sbagliato i due che non erano sul pullman.

max, Amaro Luciano, numero 3: ha chiesto al sistema se l’uno virgola cinque di De Gea fosse un errore di trascrizione. Verifica: il sistema ha risposto di no. De Bruyne 12,5, Rabiot 11,5, Dovbyk 5, De Gea 1,5. Sulla lavagna l’Amaro Luciano è l’unica squadra la cui freccia parte da dietro la propria porta. Il Casellario classifica la richiesta come ricorso, e il ricorso come respinto.

Ciovazzocchetti, J medical, numero 2, tramite un dirigente che chiedeva di non essere descritto come «quello con i tre portieri dello stesso club»: «Siamo pronti. La rosa è profonda». Verifica per esclusione: tre squadre hanno tre portieri dello stesso club, il Deportivo aveva già parlato come Abbonato, l’Aston pirla non parla. Restava lui. Dybala 11,5, Douvikas 9,5, Martinez Jo. 5, Provedel in panchina senza voto, Pisilli in panchina a 9,5 per due crediti. La rosa risulta effettivamente profonda: il problema è che i 9,5 stavano in fondo.

Ferryssimo, Nostalgia Nera: non risulta. In tre numeri il presidente del Nostalgia Nera non ha rilasciato a questa testata una sola dichiarazione, nemmeno una di quelle che gli avremmo scritto noi. Verifica: 66 fantapunti, il totale più basso della giornata, Kolo Muani 5 con 302 crediti, Romano 11 in panchina con 2. Il Casellario registra il silenzio e lo considera la posizione più coerente del fascicolo: un uomo che ha investito il quarantadue per cento su un giocatore solo non ha bisogno di dichiarare niente. Il quarantadue per cento è la dichiarazione.

Capitolo III — Le omissioni

Tre cose nessuno dei nove ha detto.

Nessuno ha parlato del proprio modulo. Dieci moduli depositati — tre 3-4-3, tre 4-3-3, due 4-4-2, due 3-5-2 — e zero dichiarazioni in merito. Il modulo è l’unica scelta che un presidente fa da solo, davanti a uno schermo, senza fonti anonime, ed è l’unica di cui nessuno rivendica la paternità.

Nessuno ha parlato dei nove titolari senza voto. Nove su centodieci. Due a testa per Deportivo La Carogna, Borussia Addurmt e COCA JUNIORS, uno per Aston pirla, GinTonici e Nostalgia Nera. Sei presidenti su dieci hanno schierato almeno un uomo che non ha giocato, e sei presidenti su dieci hanno parlato d’altro.

Nessuno ha nominato il primo in classifica. Nove dichiarazioni, e in nessuna compare Squadra 9, se non in quella di Squadra 9. La lega dice che vincerà lui. La lega non lo dice a verbale.

Capitolo IV — La ricostruzione di questa testata

Torniamo alla lavagna. Nove fumetti, dieci frecce. Sovrapposti, si vede una cosa sola: la freccia della dichiarazione e la freccia dei fantapunti non puntano mai nella stessa direzione. Chi ha detto che i soldi fermi non rendono ha il rendimento migliore. Chi ha detto di aver visto il panchinaro lo ha visto fare 12 da seduto. Chi ha detto di aver preso gli attaccanti per difendere ha vinto con i difensori. Chi non ha detto niente ha fatto 66.

Il bilancio del Casellario è il seguente. Dichiarazioni salvate dai fatti: zero. Vere per difetto: una. Domande registrate come autodenunce: tre. Silenzi: uno. Il resto, smentito con i numeri sotto.

La ricostruzione di questa testata è che in questa lega si parla per coprire la formazione come si copre una ritirata: con molto rumore e nella direzione opposta. Ha funzionato per tutti tranne che per uno. Quello che ha vinto.

Aldo Catenaccio è analista tattico di questa testata, ex nulla.