Editoriale
IL CASO: 78 fantapunti valgono tre punti, e anche zero
Numero 4 · 1 settembre 2026 · Edizione del Lunedì
Nel numero 3 questa testata scriveva: se anche la seconda giornata finirà con cinque pareggi, avremo ragione. I pareggi sono stati zero. Cinque partite, cinque verdetti, e nessuno che ci abbia chiamati per farcelo notare, il che ci conferma nel sospetto che nessuno leggesse.
Prendiamo dunque atto del nuovo assetto, e ne isoliamo un solo dato. Domenica due squadre di questa lega hanno totalizzato lo stesso identico punteggio: settantotto fantapunti. Non settantotto e settantotto e mezzo. Settantotto e settantotto. Una ha vinto 3-0 e ha preso tre punti. L’altra ha perso 3-4 e non ha preso niente.
Ci diranno che è il calendario. Ce lo diranno con la faccia di chi ha appena raccolto tre punti da un numero che a quaranta metri di distanza ne valeva zero. Noi rispondiamo che un campionato in cui la stessa prestazione produce l’intera scala dei risultati possibili non è un campionato: è un’estrazione con i nomi scritti sopra.
Questa testata non accusa nessuno. Prende atto che la squadra che ha vinto con settantotto lo ha fatto senza il proprio attaccante da 327 crediti — non schierato, non in panchina, non depositato — e che quella che ha perso con settantotto aveva in campo il miglior fantavoto della giornata, pagato 296. Il sistema ha premiato l’assenza e ha punito la presenza, e lo ha fatto sullo stesso numero.
Si aggiunga il conto degli avversari, perché gli atti vanno letti fino in fondo. Chi è primo in classifica ha affrontato, in due giornate, avversari per complessivi 136,5 fantapunti: il totale più basso della lega assieme a uno solo. Chi ha fatto il secondo punteggio complessivo del campionato ne ha affrontati 169: il più alto. Non chiamiamo questo un favore. Lo chiamiamo un calendario, che è la parola con cui in questa lega si chiudono le inchieste prima di aprirle.
Il pool Formazioni Pulite ha ricevuto mandato di acquisire il tabellone dei sorteggi. Non ci aspettiamo di trovarvi nulla. Ce lo aspettiamo così poco che lo pubblicheremo comunque, perché la trasparenza serve esattamente nei casi in cui non c’è niente da vedere: è l’unico momento in cui nessuno può accusarci di avere una tesi.
Ne abbiamo una. Che sei punti su sei, in questa lega, non si fanno da soli.
Noi non ci fermeremo.