Approfondimento
LA CONTROPROVA: 147 crediti in panchina fanno 112 fantapunti
Numero 4 · 1 settembre 2026 · Edizione del Lunedì
Su questa lavagna si è discusso a lungo di prime linee. Due giornate di dati dicono che la prima linea di questa lega è la seconda.
Capitolo I — Il movente
Il movente è contabile e risale all’asta. Dieci presidenti hanno speso 8615 crediti su diecimila e hanno costruito venticinque uomini a testa sapendo che undici avrebbero giocato. Quattordici posti per riserva, in un regolamento in cui la riserva entra solo se il titolare non ha voto. La panchina è, per progetto, il magazzino: ci si mette quello che avanza, e in questa lega quello che avanza costa in media un credito.
È lì che si è spostato il fronte, e nessuno lo ha ordinato.
Capitolo II — I fatti
Nelle prime due giornate la lega ha prodotto trenta prestazioni da dieci fantapunti o più. Venti sono arrivate da titolari. Dieci dalla panchina.
I venti titolari da dieci in su sono costati 2246 crediti e hanno prodotto 226 fantapunti: 9,9 crediti per fantapunto, con un prezzo medio d’acquisto di 112,3 crediti a testa.
I dieci panchinari da dieci in su sono costati 147 crediti in tutto e hanno prodotto 112 fantapunti: 1,3 crediti per fantapunto, con un prezzo medio di 14,7 crediti a testa.
Sulla lavagna il rapporto è di sette a uno, ed è il rapporto tra ciò che questa lega paga e ciò che questa lega ottiene. Vergara, 2 crediti, 12 fantapunti seduto. Romano, 2 crediti, 11. Adams C., 2 crediti, 10. Cissè A., un credito, 10. Bracaglia, 5 crediti, 11. Samardzic, 12 crediti, 11. Soulè, 7 crediti, 10. Raimondo, 4 crediti, 14,5: il fantavoto più alto della seconda giornata assieme a Malen, che ne è costati 296.
Dall’altra parte del fronte, trentuno titolari hanno chiuso a cinque o meno. Sono costati 2014 crediti, sessantacinque a testa. Duemila crediti di truppe schierate per un risultato che questa redazione, con la freccia, non riesce a disegnare in salita.
Capitolo III — Le omissioni
Tre squadre, nella seconda giornata, hanno avuto il proprio miglior uomo di giornata seduto: Atletico Piedini (Raimondo 14,5 contro un massimo in campo di 11), Amaro Luciano (Samardzic 11 contro 8) e Deportivo La Carogna (Berardi 11 contro 8). Nella prima erano state due, Borussia Addurmt e Nostalgia Nera. Cinque casi in due giornate, su venti formazioni depositate: un quarto.
La posizione più esposta è quella del Borussia Addurmt, e lo è per costanza. Il suo indice di rimpianto vale 7,0 alla prima giornata e 7,0 alla seconda: stesso numero, uomini diversi. Vergara 12 in panchina contro Skorupski 5 la prima domenica; Bracaglia 11 in panchina contro Skorupski 4 la seconda. Il portiere è lo stesso, la panchina è la stessa, il delta è lo stesso, e il presidente ha raccolto quattro punti su sei. Non ha corretto perché non gli è servito. È l’unico caso, in questa lega, in cui l’errore ha prodotto punti due volte di fila, e sulla lavagna si segna con una freccia che gira su se stessa.
Chi ha corretto, invece, non è stato ripagato dall’uomo corretto. Il GinTonici ha portato Svilar in porta, 7,5, e ha perso. L’Atletico Piedini ha schierato Thuram e lo ha visto chiudere peggiore dei suoi a 5,5, vincendo grazie a Calhanoglu e a un portiere da un credito. Il Nostalgia Nera ha confermato Mandas, 7, e ha perso 1-2 con il secondo portiere che faceva 1,5 senza entrare in campo. Tre correzioni chieste da questa testata nel numero 3, tre eseguite, e nessuna che abbia prodotto il fantavoto per cui era stata chiesta.
Un dirigente che chiede l’anonimato, e che chiede espressamente di essere descritto soltanto come «uno che ha 337 crediti in cassa» — descrizione che in questa lega individua una sola persona, e questa testata gliel’ha fatto presente prima di pubblicare — ha dichiarato: «Mi avevate detto tutti di cambiare il portiere. L’ho cambiato. Adesso ditemi voi cosa cambio».
Capitolo IV — La ricostruzione di questa testata
La ricostruzione è semplice e non consola nessuno.
In questa lega il prezzo d’asta non predice il fantavoto: predice soltanto la probabilità di essere schierati. Un uomo pagato 112 crediti gioca. Un uomo pagato 14 siede. Quando il secondo entra o quando il primo sbaglia, la differenza tra i due è, agli atti di queste due giornate, favorevole al secondo di sette volte a credito speso.
Ne discende una conseguenza tattica che questa redazione formula per la prima volta e con la dovuta prudenza: in questa lega non conviene schierare meglio. Conviene comprare peggio. La panchina non è il posto dove si mette chi non gioca, è il posto dove — per ragioni di prezzo, non di merito — questa lega ha accidentalmente concentrato il proprio rendimento.
Il pool Formazioni Pulite ha chiesto di poter acquisire i quattordici posti della panchina come se fossero una formazione. La richiesta è stata respinta per motivi regolamentari. È stata l’unica cosa regolare della settimana.
Resta un fatto che questa lavagna non riesce a cancellare. Il presidente che guida la classifica con sei punti su sei ha, nella seconda giornata, l’indice di rimpianto più basso tra le prime quattro: 3,0, dopo il 6,5 della prima. Non perché scelga meglio. Perché in panchina, quest’anno, non ha messo niente che valga la pena di rimpiangere: il suo uomo più caro non è nemmeno seduto.
È una scelta di campo, in tutti i sensi, e per la prima volta il campo non c’entra.
Aldo Catenaccio è analista tattico di questa testata, ex nulla.